Ho poi sfiorato la spalla di Marco Travaglio. Me la sento già sacra. Ho camminato per ben tre metri di fianco a Travaglio e gli ho sfiorato la spalla chiamandolo Marco ehi Marco. E quando ha rivolto a me gli occhi suoi verdissimi e quel sorrisetto suo ironico, gli ho parlato. Ebbene sì. E gli ho detto una frase studiata a lungo, carica di significato, profonda nella sua semplicità. Non gli son caduta ai poedi perché avrebbe reso difficoltoso camminargli di fianco. Così gli ho sfiorato una spalla e ci ho ddetto: “Marco, ehi Marco (cagami, Marco)” e lui mi ha risposto sì “Sì?” e io ispirata e spiritata ci ho ddetto: “Grazie di tutto quello che fai”.
Minchia, a volte stupisco me stessa. Da dove mi vengono certe affermazioni, così acute, così centrate, così così? Quanti neuroni mi saranno morti nello sforzo?
E lui mi ha pure risposto, ebbene sì. “Grazie a te”.
Tonf. Svenuta secca eh.
Poi mi sono ripresa e l’ho riempito di primi piani da ogni angolazione finché è arrivato anche Lucio Dalla che ha voluto che li fotografassimo insieme. Che confronto impietoso. Il bello e il bestio.
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Pillole dalla Fiera del Libro. | viridian (via plettrude)
ahahhahaha
(via nainerouge)
(via batchiara)