All colours of the rainbow

Testatrice di muri professionista.

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Raining.

Me ne sto qui seduta a fissare la pioggia, ginocchia al petto, i Bastille che rimbombano nelle orecchie e giochicchio con le dita dei piedi. La voglia di piangere e fondermi con la pioggia sta per prendere il sopravvento. Sarebbe bello se, come la pioggia, le lacrime lavassero via quel groviglio che ho dentro.

Ultimamente faccio cose così strane…. (continua… )

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Couple. on Flickr.
La vita è autoreferenziale: essa, in ogni sua sfaccettatura, è un intersecarsi di rimandi e di richiami a questa o a quell’altra cosa. Ho cominciato ad accorgermene nel momento stesso in cui misi piede su un palcoscenico: il teatro è una metafora perfetta della vita. Non sei lì a giocare, non hai la possibilità di rifare una scena venuta male. Una volta messo piede sul palco si comincia e buona la prima. Qualunque cosa succeda non ti è stata concessa la possibilità di riavvolgere il tempo: sali sul palco e fai del tuo meglio perché non avrai seconde occasioni; ma se commetti degli errori, indossa pure il tuo sorriso migliore e procedi, perché lo spettacolo deve continuare. Altra perfetta metafora della vita è il disegno. Armati pure di matita, ma davanti ad un foglio bianco non c’è arma che tenga e si rimane [Continua a leggere…]

Couple. on Flickr.

La vita è autoreferenziale: essa, in ogni sua sfaccettatura, è un intersecarsi di rimandi e di richiami a questa o a quell’altra cosa.

Ho cominciato ad accorgermene nel momento stesso in cui misi piede su un palcoscenico: il teatro è una metafora perfetta della vita. Non sei lì a giocare, non hai la possibilità di rifare una scena venuta male. Una volta messo piede sul palco si comincia e buona la prima. Qualunque cosa succeda non ti è stata concessa la possibilità di riavvolgere il tempo: sali sul palco e fai del tuo meglio perché non avrai seconde occasioni; ma se commetti degli errori, indossa pure il tuo sorriso migliore e procedi, perché lo spettacolo deve continuare.

Altra perfetta metafora della vita è il disegno. Armati pure di matita, ma davanti ad un foglio bianco non c’è arma che tenga e si rimane [Continua a leggere…]

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21/52 :: Ombre on Flickr.
Lì, al riparo del suo ombrellone, non sembrava nemmeno di essere ancora in città. Beh, certo l’avere a propria disposizione un terrazzo al decimo piano aiutava notevolmente a ridurre i rumori del traffico. Non aveva mai avuto modo di assaporare le piccole gioie del possedere un attico: erano le sue prime vere ferie da anni. Certo, sarebbe suonato molto meno stacanovista se avesse potuto attribuire tutta la colpa al suo lavoro: questo dannato lavoro, è una maledizione; ma la verità era che non amava particolarmente starsene con le mani in mano: troppe cose su cui rimuginare, troppi pensieri contro i quali sbattere la testa. Eppure questa volta non le avevano lasciato molta scelta: il capo le aveva intimato di starsene a casa a riposare e aveva aggiunto che se avesse rimesso piede in ufficio avrebbe chiamato la sicurezza. Naturalmente scherzava. Forse. Non aveva esattamente sorriso, come se avesse pronunciato una battuta. La soluzione migliore era non contraddirlo. Ora l’unica cosa che poteva fare era passeggiare, correre, leggere, prendere il sole. Tutto sommato, poteva anche andarle peggio. E così, armata di occhiali da sole matita e taccuino, si trascinò sul terrazzo una mezza dozzina di libri.
Quasi poteva sentire la voce di Scott dentro la sua testa: [continua a leggere…]

21/52 :: Ombre on Flickr.

Lì, al riparo del suo ombrellone, non sembrava nemmeno di essere ancora in città. Beh, certo l’avere a propria disposizione un terrazzo al decimo piano aiutava notevolmente a ridurre i rumori del traffico. Non aveva mai avuto modo di assaporare le piccole gioie del possedere un attico: erano le sue prime vere ferie da anni. Certo, sarebbe suonato molto meno stacanovista se avesse potuto attribuire tutta la colpa al suo lavoro: questo dannato lavoro, è una maledizione; ma la verità era che non amava particolarmente starsene con le mani in mano: troppe cose su cui rimuginare, troppi pensieri contro i quali sbattere la testa. Eppure questa volta non le avevano lasciato molta scelta: il capo le aveva intimato di starsene a casa a riposare e aveva aggiunto che se avesse rimesso piede in ufficio avrebbe chiamato la sicurezza. Naturalmente scherzava. Forse. Non aveva esattamente sorriso, come se avesse pronunciato una battuta. La soluzione migliore era non contraddirlo. Ora l’unica cosa che poteva fare era passeggiare, correre, leggere, prendere il sole. Tutto sommato, poteva anche andarle peggio. E così, armata di occhiali da sole matita e taccuino, si trascinò sul terrazzo una mezza dozzina di libri.

Quasi poteva sentire la voce di Scott dentro la sua testa: [continua a leggere…]

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Seduta sul letto, aveva una cosa sola da fare: aspettare. Fin da piccola tutti le avevano sempre fatto i complimenti per la sua pazienza e per il fatto di essere una persona posata. Beh, ora non riusciva più ad esserlo: era come se avesse atteso per troppo tempo di fare e ora non riuscisse più a stare ferma.
Come si fa a restare seduti e aspettare senza [continua a leggere...]

Seduta sul letto, aveva una cosa sola da fare: aspettare. Fin da piccola tutti le avevano sempre fatto i complimenti per la sua pazienza e per il fatto di essere una persona posata. Beh, ora non riusciva più ad esserlo: era come se avesse atteso per troppo tempo di fare e ora non riuscisse più a stare ferma.

Come si fa a restare seduti e aspettare senza [continua a leggere...]

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18/52 :: “There is only one thing we say to Death. Not today.” on Flickr.
CI SIAMO. Il più grande obiettivo che ho perseguito fino adesso è quasi giunto al termine. Ci vorrà ancora qualche mese, ma finalmente comincio ad essere abbagliata dalla luce in fondo al tunnel. A volte il buio e lo sconforto sono stati profondissimi, ma il nostro maestro d’armi dice: “C’è una sola cosa che diciamo alla morte. Non oggi.” Ed è stata, e sarà, per me una verità assoluta. NON OGGI. E POI? Chiedono tutti. E poi non lo so. Dio!, nemmeno la laurea in mano e già mi chiedono “e poi?” E poi… e poi vedremo. Perché non siamo più in grado di goderci una vittoria quando capita? Non una vittoria sul mondo, ma su noi stessi. Subito a pensare e poi? Il poi è ignoto. Bisogna ( continua a leggere… )

18/52 :: “There is only one thing we say to Death. Not today.” on Flickr.

CI SIAMO. Il più grande obiettivo che ho perseguito fino adesso è quasi giunto al termine. Ci vorrà ancora qualche mese, ma finalmente comincio ad essere abbagliata dalla luce in fondo al tunnel. A volte il buio e lo sconforto sono stati profondissimi, ma il nostro maestro d’armi dice: “C’è una sola cosa che diciamo alla morte. Non oggi.” Ed è stata, e sarà, per me una verità assoluta. NON OGGI.

E POI? Chiedono tutti. E poi non lo so. Dio!, nemmeno la laurea in mano e già mi chiedono “e poi?” E poi… e poi vedremo. Perché non siamo più in grado di goderci una vittoria quando capita? Non una vittoria sul mondo, ma su noi stessi. Subito a pensare e poi? Il poi è ignoto. Bisogna ( continua a leggere… )

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